venerdì 31 maggio 2024

Perla del mese - Maggio

Ël bòsch
D'Istà ël bòsch a t'ancanta:
l'erba dij pra a l'é brilanta,
le feuje vërde, fòrt j'odor,
le fior at sorido con ij sò color,
j'erbo vestì a stërmo 'l cel,
a smija na fàula, a l'é tant bel,
a svaniss ël mond con ij sò magon,
ma sta atent, a l'é n'ilusion;
it treuve 'dcò 'l luv malandrin
e, pen-a fòra, a të speto ij tò sagrin.

Il bosco
D'estate il bosco t'incanta:
l'erba dei prati è brillante,
le foglie verdi, forti gli odori,
i fiori ti sorridono con i loro colori,
gli alberi, vestiti di foglie, nascondono il cielo,
sembra una favola, è tanto bello,
svanisce il mondo con i suoi problemi,
ma sta attento, è un'illusione;
trovi anche il lupo malandrino
e, appena fuori, ti aspettano i tuoi fastidi.

[Beppe Sinchetto, Il bosco (frammento)]


martedì 30 aprile 2024

domenica 7 aprile 2024

Cima Bossola

Un itinerario ad anello dai piacevoli scorci panoramici.
Sono stato invitato a percorrere questo sentiero dalle mie amiche, alla ricerca di una passeggiata non troppo impegnativa ma abbastanza lunga da permetterci di godere il tepore della giornata primaverile nonostante la tenue foschia all'orizzonte.
La Cima Bossola è una delle prime alture che si incontrano dalla pianura in direzione della Valchiusella. Raggiunge i 1505 m e permette di godere di una superba vista su Ivrea e il Canavese.

Lasciamo l'auto lungo la strada che attraversa Rueglio e si inoltra con alcuni tornanti lungo il fianco settentrionale di Punta Spinalba. Attraversiamo immediatamente un tratto di sterrato che ci fa lasciare alle spalle gli ultimi casolari ed allevamenti, poi il sentiero piega a destra e sale con decisione in una macchia di bosco fino a quota 1024 m, dove la vegetazione si fa immediatamente più bassa e rada.
Proseguiamo superando un ultimo casolare a quota 1112 m e attraversiamo un tratto di sentiero che taglia con decisione un largo tornante in direzione NE e ciò che rimane di Case Bossola, per poi raggiungere, dopo alcuni stretti tornanti, un colletto a 1409 m da cui si può ammirare Traversella e le cime alle sue spalle come ad esempio Monte Gregorio (1955 m), Cima Biolley (1986 m), Cima Bracca (1925 m) e Punta Cavalcurt (2352 m).

Alla nostra sinistra il percorso si divide: un sentiero aggira la cima a mezza costa e scende fino al Colletto di Bossola a 1327 m, l'altro sentiero procede in salita fino alla croce di vetta.
Una volta raggiunta la nostra meta finale, considerando il consistente numero di avventori, decidiamo di scattare rapidamente qualche foto e di scendere al Colletto di Bossola per consumare il nostro pasto.

Per scendere attraversiamo una pietraia coperta di neve, stimando senza troppa precisione dove dovrebbe trovarsi il tracciato, difficilmente individuabile al di sotto della copertura bianca, ma puntando a vista verso il Colletto. Inutile tentare di resistere a sorridere davanti alle nostre acrobatiche prestazioni in discesa su neve fusa e cedevole. Una volta ripreso il sentiero segnato a quota 1368 m la neve sparisce del tutto lasciando ampio spazio alle prime fioriture primaverili.

Dalla nostra posizione possiamo facilmente individuare il sentiero che scende tra numerosi casolari in direzione di Inverso e del torrente Chiusella.
Dopo una breve pausa per il pasto, ci rimettiamo in cammino per chiudere il nostro anello: continuiamo sulla sterrata ad ovest che dopo un paio di tornanti si inoltra in una macchia boschiva molto gradevole con vista sul lato opposto della valle che ci separa da Pian delle Nere, una delle mete in lista per future escursioni. Scendiamo senza nemmeno provare a resistere all'incanto degli alberi in delicata fioritura e raggiungiamo l'auto felici ed appagati da questa escursione.

Ringrazio Cristina, Marcella, Valeria e Veronica per la piacevole compagnia. L'anello di Cima Bossola si è rivelata una passeggiata divertente e semplice, adatta a tutti e per tutte le stagioni.






































domenica 31 marzo 2024

Perla del mese - Marzo

Non andare dove il sentiero ti può portare;
vai invece dove il sentiero non c'è ancora e lascia dietro di te una traccia.

[Ralph Waldo Emerson]



giovedì 29 febbraio 2024

domenica 4 febbraio 2024

Verga d'Oro Comune

Solidago Virga aurea
ASTERACEAE

Questa specie è piuttosto variabile e comprende diverse sottospecie abbastanza simili che possono svilupparsi in ambienti diversi.

La Verga d'Oro è una pianta erbacea perenne che fiorisce da luglio ad ottobre. Erbacea con rizoma cilindrico e obliquo, di colore bruno rossastro all'esterno e bianco cenere internamente, dal quale possono svilupparsi numerosi fusti. Questi sono eretti, alti da 10 a 80 cm e striati nella parte superiore. Le foglie sono alterne, grandi fino a 8x15 cm, quelle inferiori hanno lamina lanceolata con i margini dentellati e che proseguono lungo il picciolo, quelle del fusto sono progressivamente più piccole e prive di picciolo. I fiori, di colore giallo dorato, sono raccolti in capolini sostenuti da peduncoli pubescenti a loro volta raggruppati in infiorescenze fogliose a forma di pannocchie a volte ramificate all'ascella delle foglie. Quelli posti internamente al capolino sono tubolari, mentre quelli esterni hanno la corolla caratterizzata da un vistoso prolungamento simile ad un petalo (ligula) grande circa 6-10 mm.
Il frutto è un achenio cilindrico con coste longitudinali.

Cresce solitamente nei suoli aridi, nei boschi radi e nei pascoli a quote non superiori ai 2000 m di quota.
Le infiorescenze appena sbocciate si possono raccogliere per farle essiccare all'ombra; sono usate per preparare gradevoli tisane diuretiche, sovente unite ad altre erbe.

Il termine nel suo nome scientifico "solidago" deriva dal latino solidare che significa rendere sano, rinforzare, ma anche riparare e proteggere.


È molto utilizzata anche nei giardini dove, con le copiose infiorescenza gialle, riesce a decorare in breve tempo ampie superfici.
Nelle foglie alla base possiamo facilmente distinguere il rachide centrale e le nervature secondarie. Nelle foglie cauline, cioè quelle distribuite lungo il fusto, hanno come detto in precedenza un picciolo molto più breve o quasi del tutto assente, la loro forma rimane lanceolata anche se di dimensioni notevolmente ridotte.

Le Solidago venivano anche adoperate, in epoca medievale, per curare ferite. I medicamenti preparati con questa pianta servivano infatti ad evitare che le ferite si infettassero, ma la loro proprietà principale resta quella antinfiammatoria che agisce nell'apparato renale, anche per la prevenzione dei calcoli renali.

Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di "Erbe delle valli alpine" di Mauro Vaglio.