venerdì 26 giugno 2026

Lu pianto de le fòjje

Testo di Cesare De Titta e musica di Guido Albanese, scritto nel 1920.
La canzone parla del momento della raccolta delle olive in autunno, momento in cui una ragazza comincia a cantare con una voce da soprano e tutto gli altri raccoglitori la seguono nel canto.

Ringrazio il coro del CAI di L'Aquila.



Seleziona qui il prossimo brano:
  • La Montanara
  • Belle Rose du printemps
  • Carezze
  • Tramonto Aquilano
  • Io resto qui, Addio
  • La ballata del soldato
  • Benia Calastoria
  • Signora delle Cime

Tramonto aquilano

Questa canzone fa rivivere un pregevole momento della giornata nella città abruzzese: al tramonto il sole investe con raggi bassi il Gran Sasso tingendolo di rosso.

La canzone narra di due giovani innamorati che assistendo a questo spettacolo naturale, con il cuore pieno d'amore, si emozionano e si commuovono; poi osservano una nuvola sparire in un fugace istante e così anche il tramonto.

Musica di Giordano Bronzetti, testo di Ennio Mari.
Ringrazio il coro del CAI di L'Aquila.


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  • La Montanara
  • Belle Rose du printemps
  • Carezze
  • Lu pianto de le fòjje
  • Io resto qui, Addio
  • La ballata del soldato
  • Benia Calastoria
  • Signora delle Cime


Carezze

Questo canto parla della campagna e delle persone, donne e uomini, nei campi a lavorare. Sentendo la brezza del vento ne gioiscono come fosse una carezza.
Parte della canzone viene recitata in italiano, parte in dialetto friulano.

Ringrazio il coro del CAI di L'Aquila. 



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  • La Montanara
  • Belle Rose du printemps
  • Tramonto Aquilano
  • Lu pianto de le fòjje
  • Io resto qui, Addio
  • La ballata del soldato
  • Benia Calastoria
  • Signora delle Cime

Belle rose du printemps

Uno dei più bei canti della Valle d'Aosta, incentrato sul dialogo tra una pastorella ed un uomo che, innamoratosi di lei, vorrebbe portarla a lavorare al suo servizio in un ricco palazzo di città.
Ma la pastorella non accetta, preferendo pascolare gli agnelli e vivere nella sua capanna tra i monti.

Ringrazio il coro del CAI di L'Aquila.


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  • La Montanara
  • Carezze
  • Tramonto Aquilano
  • Lu pianto de le fòjje
  • Io resto qui, Addio
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  • Benia Calastoria
  • Signora delle Cime

La Montanara

La Montanara è un canto di ispirazione popolare con testo e musica composti nel 1927 dall'alpinista nato a Schio (in provincia di Vicenza), ma piemontese d'adozione, Toni Ortelli; l'armonizzazione a quattro voci del pezzo è firmata da Luigi Pigarelli. Il canto nacque nel luglio del 1927 nelle valli di Lanzo, al Pian della Mussa; l'alpinista Toni Ortelli scrisse testo e musica in ricordo di un amico valdostano morto sul Monte Rosa. 
Arrivata al maestro Luigi Pigarelli a Trento, venne da lui armonizzata sotto lo pseudonimo di Pierluigi Galli. Venne donata al Coro della SOSAT, che lo cantò ad orecchio per la prima volta pubblicamente a Roma ai microfoni dell'EIAR il 7 aprile 1929 e ne curò la prima edizione del 1930. 

La Montanara, considerata uno dei più celebri canti di montagna, è ispirato alla leggenda ladina di Soreghina, figlia del Sole, anche se le parole del canto menzionano appena questa storia, lasciando spazio all'evocazione di valli, boschi e canti alpini. Il testo della canzone è stato tradotto in 148 lingue. 

La melodia è costituita da una strofa ed un ritornello ripetuto due volte, a cui fa seguito una seconda strofa abitualmente eseguita da un solista; il metro è di 3/4.

Ringrazio il coro del CAI di L'Aquila.




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  • Tramonto Aquilano
  • Lu pianto de le fòjje
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