
Come definire l'escursione a Rocca Due Denti? Istintiva. Intensa. Avvincente.
Istintiva perchè il vento forte e caldo di questo inverno così inusuale ha lasciato agli occhi la possibilità di spaziare davvero dappertutto, dalla piana alle montagne fino al cielo così azzurro da apparire il risultato di un foto ritocco. E quindi il sentiero sembrava scorrere sotto i nostri piedi come se a guidarci fosse l'istinto.
Intensa perchè la salita non è delle più banali.
Piuttosto ripida fin dall'inizio: un dislivello complessivo di circa 500 metri con una altezza massima di circa 890 m raggiungibile con un sentiero classificato EE, marcato bianco-rosso, ed assistito nell'ultimo tratto con corde fisse su placche di roccia esposte.

Quindi se cercate un'escursione di breve durata ma che sia in grado di mettervi un po' alla prova per provare emozioni forti seguite il percorso descritto qui sotto...

Incamminatevi quindi a piedi lungo la strada in salita, che dopo le ultime abitazioni diverrà prima sterrata e poi uno stretto sentiero nei boschi.
Piegate a sinistra, superate una piccola fonte e seguite le indicazioni per San Sisto. Il sentiero comincia subito a salire verso Rocca della Gallina con un percorso su roccette molto panoramico verso Pinerolo, Buriasco, Cavour e le montagne di Saluzzo, fino alle Alpi Marittime e Cozie.
Subito sotto di noi è facilmente individuabile il centro storico di Frossasco, a pianta quadrata con le due vie principali che si intersecano nel mezzo, che così tanto ricordano lo schema dell'accampamento romano.

Il sentiero prosegue lungo una cresta esposta a sud con una salita più ripida su roccia che richiede occasionalmente maggiore equilibrio ed attenzione per evitare di perdere l'appoggio e scivolare.
Procedendo con la salita risulterà sempre più facile individuare ad est i comuni di Piscina, Airasca, None, Volvera...il comune di Piossasco con il Monte San Giorgio, Orbassano, Torino e la sua collina.
A quasi 800 m di altezza, il teatro di boscose montagne attorno a Cantalupa vi inviterà ad una breve pausa prima di riprendere il percorso.

Un corrimano ed alcuni appoggi in ferro conducono ad una scala in pietra fino all'ingresso della Cappella di San Bernardo. All'interno della struttura l'aria è fresca e l'atmosfera invita piacevolmente al raccoglimento.
Uno sguardo all'intenso candore della statua di Maria, un pensiero sul quaderno di vetta custodito sull'altare e poi un rapido giro panoramico attorno alla struttura. Oltre al panorama già precedentemente descritto dalla cima è ben visibile anche il Massiccio dell'Orsiera, il Musinè e l'imbocco della Val di Susa, Cumiana vicino a noi e le basse montagne attorno a Trana poco oltre.

Ringrazio Giorgia per avermi accompagnato in questa escursione.









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