Per quanto il vento ululi forte, una montagna non può inchinarsi ad esso.
venerdì 31 luglio 2020
mercoledì 29 luglio 2020
Laghi Verdi

Avevo in programma di effettuare una camminata di due giorni, con visita ai laghi e sosta notturna al Bivacco Gandolfo, situato a 2210 m nei pressi del sentiero GTA n° 214 che unisce il Passo Paschiet con la frazione Cornetti di Balme.
Ma la situazione attuale mi impediva di impegnare due giorni della settimana, inoltre l'eventualità di trovare il bivacco chiuso o inagibile sarebbe stata troppo elevata. Il piano viene dunque ridotto a una gita rapida, senza bivacco, con pranzo ai Laghi Verdi.

Con un sospiro di rassegnazione ci incamminiamo verso l'itinerario che prosegue accanto al Rio Paschiet.
Fino all'Alpe Paschiet il sentiero è il medesimo per raggiungere tutti i laghi situati al termine del Vallone degli Ortetti. Per raggiungere i Laghi Verdi occorre semplicemente ignorare la deviazione al Paschiet e procedere lungo il sentiero n° 214, tenere la destra al bivio per il meno battuto sentiero n° 215 che sale al Colle del Vallonetto (2485 m) e salire sull'altura tra gli arbusti di ontani che inizia all'Alpe Pian Buet e termina proprio dinanzi ai Laghi Verdi.
Come avevo pronosticato la folla di visitatori è più alta del previsto. Fatico persino a trovare un angolo adatto per scattare una foto dei Laghi senza la presenza dell'uomo. Rinuncio dopo pochi tentativi e mi contento di ammirare l'incantevole magia delle tonalità di colore dei laghi: inondati di sole risplendono dei colori della felce novella, della menta e della tormalina, in perfetta armonia con la rigogliosa vegetazione circostante...al sopraggiungere delle nuvole mutano il loro aspetto adottando i colori dell'acciaio come a voler mettere in risalto le formazioni rocciose circostanti.

Credo che la montagna voglia trasmettermi un messaggio: è un invito a non tentare disperatamente di controllare ogni aspetto del proprio destino. Il mondo cambia e devo armoniosamente adattarmi con esso. Anche la montagna cambia, sebbene accetti il cambiamento con una ben più ampia prospettiva degli eventi.

E se la prima reazione istintiva, davanti a un fatto o un evento destabilizzante, è quella di cedere allo sconforto oppure dare la colpa alla sfortuna (o peggio) oppure tentare di contrastare con ostinazione il nuovo stato delle cose, negando o nascondendo le emozioni che non siamo abituati a provare, è necessario tenere a mente che può essere molto più utile e costruttivo osservare la difficoltà da un'angolazione diversa, analizzarla in ogni suo aspetto, magari arrivare persino a vederla come un gradino invece che un ostacolo, e soprattutto lasciando spazio alle emozioni, anche le più dure da affrontare.

Ma i Laghi Verdi mi hanno costretto, seppur con uno sforzo, ad accettare che i cambiamenti, anche quelli che parevano far volgere la giornata al peggio, avevano dei risvolti positivi talvolta difficili da individuare se accecati dallo sconforto e dal pessimismo.
La frase "Grattando il fondo del barile, farò tesoro della polvere" mi continuava a rigirare in testa lungo il sentiero del ritorno, per la precisione il n° 214A che scende rapido fino alle sponde del Paschiet e poi resta sulla sinistra orografica del torrente per unirsi al sentiero naturalistico all'altezza di Alpe Pian Salè, e continua a tornare prepotentemente a farsi sentire nella mia mente ogni volta che sono sul punto di cedere e di rinunciare a tutto quando non riesco a raggiungere i miei obiettivi.










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