L'Alpe del Meys si trova nel cuore del Parco Naturale della Val Troncea, a circa 2047 m di quota. Un luogo carico di suggestione, circondato da un ambiente naturale mozzafiato e carico di storia.
Partiti dal parcheggio dopo il centro a
bitato di Pattemouche si prende a salire lungo la sinistra orografica del Chisone gustando le stupende colorazioni dei larici ai lati della sterrata di fondovalle.
Dopo circa 400 metri ci si imbatte nel primo ponte che permette di passare dall'altra parte ma decidiamo di proseguire sul lato del vecchio mulino di Laval, oggi Rifugio, dove si trova una fonte per l'acqua e un secondo ponte.
Dall'altra parte del fiume, tra pascoli radi in pendenza e lariceti, si vedono le case di Laval circa 100 metri di quota più in alto rispetto alla nostra posizione.
La presenza dei pascoli è frutto dell'intervento dell'uomo che si è trovato nell'esigenza di eliminare ampie porzioni di bosco per fare spazio e produrre alimento per il bestiame domestico. Le attività di sfalcio e pascolamento, unite alla concimazione, hanno selezionato in particolare specie vegetali (ad esempio leguminose come la Lupinella montana - Onobrychis montana DC.) con elevato valore nutrizionale per le mandrie e i greggi. I pascoli montani sono inoltre caratterizzati da una ricchissima fioritura data da una molteplice varietà di specie che attribuisce ai prati una notevole quantità di colori e forme che connotano in modo saliente anche il paesaggio: narcisi, genziane e gigli sono fra le specie più note ed appariscenti presenti in questo ambiente. Con l'abbandono della valle da parte dell'uomo, i pascoli sono utilizzati parzialmente nel periodo estivo, senza la cura e la continuità di un tempo con il conseguente ritorno prima degli arbusti e poi del bosco.
Procedendo ancora per circa 600 metri il torrente allarga il suo alveo in una pietraia sconnessa dove troviamo una terza congiunzione tra le sponde ma decidiamo di procedere in direzione dei ruderi della Fonderia La Tuccia.
Il percorso della Fonderia La Tuccia si trova sul fondovalle della Val Troncea ( è l'edificio ridotto a rudere che si vede al termine dell'anello di fondo), in sinistra orografica del Torrente Chisone. Presenta all'escursionista grazie ad alcuni pannelli didattici, la realtà estrattiva - industriale svolta un tempo nel Parco e si collega al più impegnativo circuito delle miniere del Beth, presente in quota nell'area delle miniere. Poco dopo la Fonderia il sentiero piega a sinistra e oltrepassa il torrente, raggiunge 300 metri dopo un bivio: a sinistra si sale verso il Rifugio Troncea, a destra si prosegue sulla sterrata di fondovalle che supera in un paio di punti il Chisone e che si stacca dal corso d'acqua con due tornanti proprio in prossimità dell'Alpe.
L'alpeggio è stato recentemente riqualificato in un progetto di architettura alpina contemporanea, trasformandosi in una struttura di accoglienza con una dozzina di posti letto, camere, sala break e servizi con doccia. Il progetto è stato selezionato come esempio di struttura sostenibile: costruito in larga parte mediante legno locale, parte proveniente dai boschi bruciati nel 2017, e concepito per sparire con discrezione nel paesaggio grazie all'utilizzo di forme ipogee e materiali naturali.
L'Alpe del Meys non è solo meta per escursioni ma anche sito della memoria partigiana. Nel 1944 fu rifugio per le formazioni resistenti dopo gli incendi nazifascisti che colpirono Troncea e Seytes. L'alpeggio venne poi abbandonato durante l'operazione Nachtigall ("usignolo" in tedesco) del 29 Luglio 1944, una delle più dure delle valli alpine.
Consumiamo un pranzo veloce comodamente affacciati sulla valle ed in compagnia dei due adorabili cani dei gestori. Davanti a noi, dal lato opposto della valle un canalone interno conduce al lago Fauri, mentre a sinistra il sentiero prosegue fino alle sorgenti del Chisone.

L'escursione all'Alpe del Meys è particolarmente consigliata in autunno per godere delle meravigliose variazioni di colore dei larici che ricoprono le pendici delle montagne. Richiede circa un paio d'ore a passo svelto su sentiero facile e non richiede particolari attrezzature se non in condizioni di pesante innevamento del sentiero.
Ringrazio Chiara, Federico e Giorgia per la compagnia lungo il tragitto.
