C'è chi sposta un sasso e ne parla come se avesse spostato una montagna!
E poi c'è chi sposta una montagna, in silenzio.
mercoledì 31 dicembre 2025
Perla del mese - Dicembre
giovedì 25 dicembre 2025
Inverno in montagna
Tratto da “Giovane Montagna”, Rivista di vita alpina – Anno LII, n. 4 – ottobre/dicembre 1966; ripubblicato su Don Pierino: sacerdote e alpinista di Dio, CAI Sottosezione di Sparone, 2011
Condiviso da Stefano Merlo
Il velo bianco che compare sulle alte cime dà il primo annuncio. I pascoli alpini assumono il loro
caratteristico color gialliccio. Qualche fiorellino sorride ancora sui greppi soleggiati.Un grande silenzio regna ovunque rotto solo dallo strido del corvo e dal lieve canto del torrente che tra poco il gelo spegnerà.
Anche le marmotte hanno iniziato nelle profonde tane il loro lungo sonno invernale.

Le greggi sono scese al piano, forse sognando le profumate erbe dell’alpe. Poi la neve guadagna pian piano sempre più terreno finché praterie, rupi, macereti ne sono sommersi. Larici, faggi e tutti gli altri alberi di montagna, hanno appena smesso il loro policromo vestito autunnale che già la provvida natura ne offre uno tutto bianco tempestato di brillanti. La stupenda candida fioritura di cespugli che fiancheggiano la strada, sembra la magica opera della fata dei boschi. È pur bella e affascinante la montagna coperta dal bianco manto della neve, nello splendore del sole e nell’azzurro inebriante del cielo! Le immacolate vette sono ispiratrici di nobili pensieri e slanci del cuore verso l’infinito.


E a chi ama lo sci alpinismo, la montagna d’inverno riserba gioie e soddisfazioni inobliabili. Occorre però – scrive uno sciatore alpinista – sentire la passione per l’avventura, per l’esplorazione, andare alla scoperta di nuove valli, di angoli nascosti, di montagne misteriose e deserte; saper ancora gioire per l’incanto di una marcia silenziosa sul fondo di un vallone disabitato o per l’improvviso sussulto provocato dalla fuga repentina di un camoscio o dal frullo di una pernice bianca. O magiche sere d’inverno, scrive un altro romantico alpinista, trascorse in una sperduta baita accanto ad un bel fuoco con la mente vagante in mille pensieri, sognando...
L’inverno alpino colla sua neve ricaccia al basso ogni rumore e distende la calma infinita della sua purezza. La montagna allora parla, tacendo ogni altra voce umana.
Dopo un’abbondante nevicata è tornato il bel tempo. Arranco su per il pendio che adduce al Colle con il carico del voluminoso sacco e degli anni. Una scivolata con numerosi capitomboli, per la mia imperizia sciistica, mi porta nell’incantevole conca del Miserin in quel di Champorcher. Sto per realizzare un sogno a lungo accarezzato: trascorrere qualche giorno quassù nella pace invernale.
Rimango a lungo a contemplare l’immensa candida distesa e la chiostra delle vette attorno. Entro nel Santuario della Madonna della Neve: si prega bene in questa silenziosa pace che riempie il cuore di mistica commozione.
Nel grazioso Rifugio, la stufa diffonde un dolce tepore che concilia il sonno. Balzo presto dal giaciglio per assistere al levar del sole.
Fantasmagoria cromatica, che nessun artista potrà mai imprigionare in parole o colori. Si è come rapiti in estasi e l’anima è tutta protesa in una tacita commossa lode al Creatore di così stupenda bellezza.
Raggiungo pian piano una modesta vetta e mi godo il vasto panorama su tutti i colossi delle Alpi rifulgenti nel loro invernale candore. Ma ecco, già il dovere richiama al basso, bisogna dare l’addio a questo angolo di paradiso.
Don Pierino Balma (Vasario 1909 – Ronco Canavese 2003) Rettore della Parrocchia di Campiglia Soana dal 1940 al 1969, si ritirò dapprima nella natia Vasario, poi a Frachiamo e infine a Ronco Canavese. Socio della Sottosezione Canavesana del CAI (poi Sezione di Rivarolo dal 1964) dal 1943 al 1980, si trasferì in seguito presso la Sottosezione di Sparone appena fondata. Socio Accademico GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna) dal 1964.
domenica 30 novembre 2025
Perla del mese - Novembre
venerdì 31 ottobre 2025
Perla del mese - Ottobre
Bandiere sulle montagne non ne porto: sulle cime io non lascio mai niente, se non, per brevissimo tempo, le mie orme che il vento ben presto cancella.
martedì 21 ottobre 2025
Alpe del Meys - Val Troncea
L'alpeggio è stato recentemente riqualificato in un progetto di architettura alpina contemporanea, trasformandosi in una struttura di accoglienza con una dozzina di posti letto, camere, sala break e servizi con doccia. Il progetto è stato selezionato come esempio di struttura sostenibile: costruito in larga parte mediante legno locale, parte proveniente dai boschi bruciati nel 2017, e concepito per sparire con discrezione nel paesaggio grazie all'utilizzo di forme ipogee e materiali naturali.
L'Alpe del Meys non è solo meta per escursioni ma anche sito della memoria partigiana. Nel 1944 fu rifugio per le formazioni resistenti dopo gli incendi nazifascisti che colpirono Troncea e Seytes. L'alpeggio venne poi abbandonato durante l'operazione Nachtigall ("usignolo" in tedesco) del 29 Luglio 1944, una delle più dure delle valli alpine.
L'escursione all'Alpe del Meys è particolarmente consigliata in autunno per godere delle meravigliose variazioni di colore dei larici che ricoprono le pendici delle montagne. Richiede circa un paio d'ore a passo svelto su sentiero facile e non richiede particolari attrezzature se non in condizioni di pesante innevamento del sentiero.Ringrazio Chiara, Federico e Giorgia per la compagnia lungo il tragitto.
martedì 30 settembre 2025
venerdì 19 settembre 2025
Lago Bout du Col
Il lago Bout du Col è un piccolo gioiello alpino, circondato da aree naturali e montagne che convogliano vento e profumi di pascoli erbosi.
Ribba costituisce l'ultima borgata di Prali prima di giungere agli alpeggi. Il suo nome, dal patouà "La Ribbo" indica prati solcati dal torrente. Data la posizione geografica gli abitanti del paese vengono soprannominati "li acualà" cioè abitanti ai piedi delle montagne. Nel periodo invernale rimane al riparo dal sole per oltre tre mesi.Proseguendo lungo la strada sterrata è possibile raggiungere l'altura di Bout du Col presso la quale sono collocati ancora alcuni alpeggi.
Greggi di pecore e mucche sono liberi di pascolare nelle piane del colle, tra boschi di abeti bianchi e rossi e piccoli specchi d'acqua.
Nei pressi delle bergererie sono rinvenibili due bunker in buono stato di conservazione e sul versante opposto si possono tutt'oggi ammirare i residui di una vecchia galleria.
Nella zona del colletto "la Coulëtto", che si affaccia sulla sottostante borgata di Ribba, si trovano alcuni ruderi di casermette militari ed alcune tracce della stazione della teleferica che collegava la località a Freîbugio.
Decidiamo di prendere il sentiero all'andata per imboccare la carrozzabile lungo il cammino di ritorno.
Superiamo l'alpeggio ed un'area per le auto e aggiriamo lentamente le sponde del lago, ammirando i riflessi di luce sulle increspature dell'acqua in superficie causate dal vento.Con successivi interventi nel 1970 e nel 2009, si è trasformato in un moderno rifugio, aperto tutti i giorni da metà Giugno a metà Settembre e dotato di un sistema di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia pulita.
Troviamo una zona del pianoro attorno al lago così morbida sotto il peso degli scarponi da sembrare quasi un invito a distendersi dal sole. Togliamo lo zaino, ci prepariamo per un pasto semplice e lasciamo che il vento ci porti l'aria fresca dalle montagne più a Sud, al confine con la Francia. L'acqua del lago davanti a noi si muove accompagnata dal vento; non è la grandezza del lago a renderlo spettacolare, ma il suo senso di intimità: è un luogo per chi ama la montagna fatta di silenzi sospesi dal vento, di luce interrotta dalle nuvole veloci e di piccoli dettagli celati dietro le cortecce rugose degli alberi.
L'escursione al Lago Bout du Col è breve, accessibile a molti e ricca di piacevoli atmosfere. È perfetta per staccare dalla alienante routine quotidiana e assorbire un respiro più lento e naturale, per chi vuole ritrovare un contatto con la natura senza necessariamente affrontare lunghe distanze o dislivelli impegnativi.domenica 31 agosto 2025
Perla del mese - Agosto
Dolomiti di Antonia Pozzi
(Madonna di Campiglio, 13 agosto 1929)
mercoledì 20 agosto 2025
Lupi, orsi, linci e cani - cosa fare in caso di incontro
NORME COMPORTAMENTALI PER ESCURSIONISTI RESPONSABILI IN CASO DI INCONTRO CON GRANDI CARNIVORI
Disposizione specificata dalla normativa nazionale:










































