martedì 9 luglio 2013

Rifugio Vallanta

Da diverso tempo si cercava di organizzare una bella escursione di due giorni.
Le proposte erano tante e tutte molto interessanti. Ma alla fine ha vinto lui. Il Gigante delle Cozie.
Non avevo ancora mai avuto l'occasione di andargli così vicino. Fino ad ora.
Partiti di buon mattino Sabato ci dirigiamo verso Saluzzo. Oltrepassato il centro abitato, deviamo verso "Piasco - Valle Varaita - Colle dell'Agnello".
La strada prosegue lungo la valle, a Casteldelfino poi in direzione "Pontechianale - Colle dell'Agnello".
La partenza del sentiero che porta alla nostra destinazione finale, il Rifugio Vallanta, si trova a Castello (1603 m), una piccola frazione di Pontechianale nei pressi della Diga.

Il cielo è limpido e l'aria calda sul sentiero assolato cede gradualmente il posto a temperature più fresche man mano che procediamo sulla GTA verso il vallone Vallanta.
La prima rampa sulla sinistra del Vallone è ripida e sale con decisione abbandonando presto l'ombra del bosco e lasciando spazio al vasto pianoro erboso del Vallone Vallanta.
Il sentiero U9 è ben indicato e procede costeggiando il Torrente Vallanta con una pendenza lieve.
La mulattiera prosegue oltrepassando alcune baite isolate, il paesaggio gradevole invita a frequenti pause e naturalmente stimola l'appetito.
Decidiamo dunque di fermarci per il pranzo poco dopo aver oltrepassato Gias d'Ajaut a 2036 m all'ombra della Cresta Savaresch. Dall'altra parte della vallata è appena visibile tra le nuvole basse che ora vanno lentamente addensandosi, il sentiero che porta al Bivacco Berardo.
Procedendo verso il rifugio, accompagnati dallo scroscio del torrente, si affianca Punta Tre Chiosis. Da lì il sentiero giunge ad un bivio, ma entrambe le vie portano al rifugio. Consiglio di tenere la sinistra con un sentiero che assume una pendenza maggiore e dopo qualche tornante si supera la diramazione che porta al Monte Losetta e si raggiunge il rifugio.
L’inaugurazione del rifugio Vallanta è avvenuta il 25 settembre del 1988. Si tratta di un edificio a 2450 m di altitudine, articolato su
pianta a forma di triangolo rettangolo, coperto da un tetto a falda unica. Il rifugio è moderno e confortevole, ben inserito nell’ambiente circostante.
Il rifugio e munito di impianto elettrico, grazie ad una centralina idraulica che sfrutta le acque del laghetto della Bealera Founsa situato vicino alla struttura. Proprio grazie alla propria energia elettrica, il rifugio è stato successivamente dotato di riscaldamento
elettrico, anche nei periodi in cui la struttura è chiusa per la pausa invernale. È inoltre munito di acqua corrente e servizi igienici interni, con docce calde. Offre inoltre servizio bar, ristorante ed alberghetto.

Sono disponibili 25 posti nel locale invernale e 50 posti letto in quello estivo, con un totale di 75 posti letto disponibili in estate a prezzi nella media: 20,00 € per il pernottamento (sconto del 50% per i Soci C.A.I.) e meno di 50,00 € per includere la colazione e la deliziosa cena (circa 35,00 € per i Soci C.A.I.)
Inutile dire che l'ospitalità è delle migliori.
La calda accoglienza dei gestori al nostro arrivo e la cordialità degli altri alpinisti e dei visitatori che affrontano il giro del Viso o che si cimentano con le numerose vie di roccia, si oppongono al freddo umido che fuori ha abbassato la temperatura fino a 12° C.
La nebbia e le nuvole basse corrono rapide sulla superficie del laghetto, l'aria è fredda ed umida ma decidiamo comunque di
accamparci fuori con le nostre tende e la nostra audacia.
Quindi, dopo una cena al rifugio che non da nessuno spazio all'insoddisfazione, fissiamo una possibile meta per il giorno seguente nell'eventualità che il tempo migliori. La meta più allettante sembra essere il Monte Losetta a 3054 m
Il sentiero U13, classificato con difficoltà E, porta al Passo Losetta a 2872 m dopo una serie di tornanti su pendio roccioso. Quindi risale lungo una cresta fino alla vetta. Considerando dunque il dislivello che potrebbe attenderci, lasciamo il rifugio e torniamo alle nostre tende sulla sponda del lago. Ci lasciamo cullare dal leggero mormorìo del vento nell'attesa della giornata successiva.
La Domenica il tempo non è dei migliori. Dopo una sostanziosa colazione all'ombra del Monviso, proviamo a partire ma poco dopo il vento foriero di nuove nuvole ci raggiunge lungo il sentiero coprendo totalmente il sole.
Oltrepassiamo un nevaio e siamo nuovamente avvolti dal freddo e dalla nebbia. Optiamo dunque per tornare indietro e dopo una breve pausa al rifugio facciamo ritorno a Castello.
In definitiva il percorso che porta al rifugio è piacevole e ben segnato. Si procede senza problemi accompagnati da occasionali incontri con la fauna della valle.

Il tempo atmosferico non ha permesso di completare il nostro itinerario ma troveremo senza dubbio un'altra occasione per ritornare ancora tra quelle cime. 
Ringrazio ancora Cristina, Roberta e Stefano per la piacevolissima compagnia e per gli intensi momenti vissuti insieme.

































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