venerdì 20 settembre 2024

Parole in quota - FAR GIORNATA di Paola Loreto

“Far giornata” in montagna è quando parti e stai via abbastanza da far succedere un sacco di cose.
Prima hai sonno (se è molto presto e non ci sei abituato) e il corpo è “incordato” (ha sonno anche lui, fino a quando l’ora della sveglia si riallinea al ciclo circadiano). E ti dà fastidio tutto: lo zaino pesante, la gente che parla, il caldo (o il freddo). Ma soprattutto il pensiero di quello che ti aspetta.

Poi, gradualmente, il moto si mangia tutto e – soprattutto – trasforma il corpo. Che poi è una cosa sola con la mente. Diventi leggera. Le gambe si bevono il sentiero. Ti accorgi di ogni cosa: la polla d’acqua limpida e azzurra lungo il corso del ruscello, il grido della poiana, il profumo del timo di montagna arroventato dal sole (o il pizzicare del freddo secco nelle narici).

Pensi chiaramente, perché vedi chiaramente le idee e le soluzioni, perfino del dilemma che non ti ha fatto dormire.
Scrivi una poesia. Mens sana in corpore sano. L’altura rarefà l’aria. C’è spazio, c’è tempo: puoi respirare. Le emozioni si intensificano via via che i muscoli si scaldano in salita. 
La fame è quella vera: del panino più essenziale, che in vetta è il più buono del mondo. In discesa è tutto un burro: la carne, l’umore.
Accarezzeresti il mondo. Sei un altro, diverso da chi è partito. Felice: migliore.

FAR GIORNATA

È stato come
le altre volte. Ho bucato
la nebbia su per il monte
dove gela la pelle in superficie
se sudi. Ho ascoltato
il cuore palpitare
sui sassi.
Mi tenevan compagnia,
come al solito, i corvi.
Volano neri e superiori,
con rare grida improvvide
e molta stasi nel planare.
La sete e la fame hanno
nuove papille, in alto.
E poi c'è il tempo
e la pazienza di calare.
La danza delle anche
che han mangiato il moto.
E poi il riposo: il calore
che emana la carne
asciutta e intenerita.

Far giornata è la prima poesia “di” montagna che ho pubblicato, nell’Acero rosso, la mia prima raccolta di poesia (Crocetti 2002). Ho osato: non andava di moda, allora, parlare di montagna o di ambienti naturali. È diventata un piccolo classico della mia produzione.
I tempi sono cambiati e stiamo felicemente comprendendo che: siamo anche animali, e come tali apparteniamo a un ecosistema fatto di relazioni, e quando ce ne ricordiamo siamo più felici.
E non scordarlo più forse ci permetterà di salvarci.

Paola Loreto

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