domenica 31 maggio 2020
mercoledì 20 maggio 2020
La Piccozza
Da me !... Non quando m'avviai trepido
c'era una madre che nel mio zaino
ponesse due pani
per il solitario domani.
Per me non c'era bacio né lagrima,
né caro capo chino su l'omero
a lungo, né voce
pregante, né segno di croce.
Non c'eri! E niuno vide che lacero
fuggivo gli occhi prossimi, subito,
o madre, accorato
che niuno m'avesse guardato.
Da me, da solo, solo e famelico,
per l'erta mossi rompendo ai triboli
i piedi e la mano,
piangendo, sì, forse, ma piano:
piangendo quando copriva il turbine
con il suo pianto grande il mio piccolo,
e quando il mio lutto
spariva nell'ombra del Tutto.
Ascesi senza mano che valida
mi sorreggesse, nè orme ch' abili
io nuovo seguissi
su l'orlo d' esanimi abissi.
Ascesi il monte senza lo strepito
delle compagne grida. Silenzio.
Ne' cupi sconforti
non voce, che voci di morti.
Da me, da solo, solo con l'anima,
con la piccozza d'acciar ceruleo,
su lento, su anelo,
su sempre; spezzandoti, o gelo!
E salgo ancora, da me, facendomi
da une la scala, tacito, assiduo;
nel gelo che spezzo,
scavandomi il fine ed il mezzo.
Salgo; e non salgo, no, per discendere,
per udir crosci di mani, simili
a ghiaia che frangano,
io, io, che sentii la valanga;
ma per restare là dov è ottimo restar,
sul puro limpido culmine,
o uomini; in alto,
pur umile: è il monte ch'è alto;
ma per restare solo con l' aquile,
ma per morire dove me placido
immerso nell'alga
vermiglia ritrovi chi salga:
e a me lo guidi, con baglior subito,
la mia piccozza d'acciar ceruleo,
che, al suolo a me scorsa,
riflette le stelle dell'Orsa.
giovedì 30 aprile 2020
Perla del mese - Aprile
Personaggi:
L'EREMITA CHE VIVE IN CIMA A UNA MONTAGNA
L'AMICO
La scena si svolge nella casupola dell'EREMITA in cima alla montagna.
All'alzarsi del sipario l'EREMITA si accinge a uscire e l'AMICO, che è venuto a fargli visita, si prepara a seguirlo.
L'EREMITA:
"Oggi, giorno di mercato, io scendo al piano per fare delle compere."
L'AMICO:
Tu sei vecchio, poco pratico della città. Sarà prudente che io ti accompagni,"
venerdì 17 aprile 2020
Dialogo della montagna
se tu non l'hai portato con fatica qualcun altro l'ha fatto.
Se tu, essere vivente, non credi in un Essere Supremo guardati attorno
e pensa se tu saresti in grado di fare tutto ciò che il tuo occhio vede.
Amami e io non ti tradirò,
sii coraggioso e mi vincerai.
Attento a dove posi il piede,
per colpa tua qualcun altro più in basso può lasciarci la vita.
Ai 1500 metri dimentica chi sei,
con persone di differente età usa il voi,
con persone della stessa età usa il tu.
Ai 2000 metri dimentica il mondo, gli affanni, le tasse e goditi la vera pace.
Ai 2500 metri dimentica il tuo io,
la boria, la cultura, la forza fisica,
perché se quassù sei giunto sei in tutto e per tutto uguale agli altri che quassù stanno.
Non credere, piccolo uomo, di essere chissà chi,
perché prima che esistessi io già c'ero
e quando tu non esisterai più io ancora ci sarò.
martedì 31 marzo 2020
Perla del mese - Marzo
giovedì 26 marzo 2020
Anello alla Certosa di Monte Benedetto
In questo periodo però, isolato e bloccato da stringenti vincoli, impossibilitato da necessarie contromisure sanitarie ad effettuare qualsiasi tipo di escursione, mi sono reso conto di quanto ogni possibile avventura all'aria aperta, anche la più piccola e apparentemente insignificante, possa risultare importante.
Ed eccomi dunque lasciare l'auto davanti alle ultime abitazioni delle borgate di Villarfocchiardo, intenzionato ad immergermi negli ombrosi boschi dell'inverso durante una Domenica di Dicembre dal clima insolito; diretto alla Certosa di Monte Benedetto.
Le rovine più evidenti della correria sono i resti dell'abside della chiesa. Si notano una mensola che sosteneva l'arcata della volta e l'arco della finestra rivolta a est dell'abside.
Il ponte, realizzato con un unico arco in pietra costituiva, nel passato, l'unico accesso alla Certosa.
Proseguendo la discesa si attraversa la Certosa di Banda dove una moltitudine di sorveglianti felini scruta sospettosa il nostro passaggio.
Oltrepassata la Certosa, distratti dall'ampio panorama delle cime innevate sull'opposto lato della valle, occorre non prendere la strada sterrata ma restare sul sentiero che si ricongiunge con due tornanti al ponte di Castagneretto e alle borgate nei pressi di Villarfocchiardo, nostro punto di partenza.






